• ++39 345 3934417
  • info@ferrantitommaso.it

Web

Energia per il cloud e ruolo data center

La gestione delle informazioni affidate ai server dei data center e l’operatività delle infrastrutture cloud richiedono un grande quantitativo di energia.

I data center sono infrastrutture energivore. Ogni informazione immagazzinata sui server, ogni email che inviamo o riceviamo, ogni documento che transita su una piattaforma cloud consuma energia. Il fabbisogno può essere soddisfatto in modi differenti, meglio se attraverso un programma di approvvigionamento sostenibile dal punto di vista dell’impatto ambientale

Sono diverse le realtà che hanno abbracciato la filosofia eco friendly per mantenere operativi i loro data center. Tra queste c’è anche Aruba, che per la nuova struttura di Ponte San Pietro (in provincia di Bergamo) ha scelto di investire in energia pulita e rinnovabile: pannelli fotovoltaici posizionati sul rivestimento degli edifici, una centrale idroelettrica che sfrutta il corso del fiume Brembo e un impianto geotermico alimentato dall’acqua di falda per il sistema di raffreddamento. Abbiamo avuto modo di visitare la centrale, di proprietà, un tempo impiegata dall’industria tessile locale Legler. Ad accompagnarci Alessandro Bruschini, Responsabile Infrastrutture del gruppo.

Il tema della sostenibilità, per chi opera nel contesto della grande Rete, assumerà sempre più importanza in futuro. La tendenza innescata, irreversibile, è quella che vede utenze professionali e non affidare la gestione dei propri dati a server remoti. Questo si traduce inevitabilmente in un aumento del quantitativo di energia assorbita.

Sebbene “la nuvola” possa essere talvolta erroneamente intesa o concepita come un’entità virtuale, intangibile e quasi astratta, nel concreto le informazioni che vi transitano devono necessariamente essere ospitate in un luogo fisico, il data center appunto. Un impianto complesso, dove le sale dati costituiscono solo una parte dell’insieme, il cuore pulsante di un sistema molto più ampio composto da strutture di backup, ridondate e progettate per assicurare un’operatività continua. Ne abbiamo parlato con Stefano Sordi, Chief Marketing Officer di Aruba, che ci ha concesso una QUERY ad alta quota, sospesi sopra le acque del fiume Brembo.

Fonte: webnews.it

L’evoluzione del Web

Web 1.0: la prima versione

Non si chiamava ancora così perché non si pensavano ad altre versioni successive ma ora lo definiamo come web 1.0. Si tratta della prima forma di web e consisteva in piattaforme di pubblicazione di pagine web in cui l’utente poteva semplicemente leggere i contenuti pubblicati senza alcun tipo di interazione comunicativa.

Web 2.0: la seconda versione

Si comincia a parlare di web 2.0 quando si nota un mutamento radicale dell’approccio alla rete globale. Un aumento vasto delle potenzialità di interazione con le pagine web, favorite dall’aumento della banda di connessione, che hanno reso possibile che l’utente diventi attore principale del web. Con i blog, i commenti, le recensioni, i forum e tutti i numerosi e svariati social network il fruitore non è stato più passivo ma protagonista nella creazione e nella gestione di contenuti online.

Web 3.0: il passaggio del testimone

Attualmente si parla di web 3.0 in termini assolutamente imprecisi perché, come dicevamo prima, si tratta dell’analisi di processi di cambiamento e quindi non ancora assodati. In termini generali comunque, si definisce web 3.0 un web in cui vi è una forte interazione della componente semantica tra pagine web e software di interazione, come i motori di ricerca. Nicholas Carr (scrittore statunitense) definisce il web 3.0 come «macchine che parlano fra macchine».

Caratteristiche del web 3.0

Trasformazione del web in un super-database ricco di informazioni per poter facilitare l’accesso ai contenuti da parte dei web-software in modo da migliorare sempre più la ricerca agli utenti.

Questo concetto evolve in termini sociologici e tecnologici in quello che ormai viene definito “Web Potenziato” e cioè un web che va ad influire sui canali informativi.

La realtà aumentata: tutte le interazioni che vanno ad arricchire la percezione sensoriale umana mediante informazioni aggiuntive. Un esempio sono i Google Glass.

Chissà come si evolverà il mondo del web in futuro!

Editor e codice html: cosa sono?

Un editor altro non è che uno strumento che ci consente di scrivere in modo semplice e veloce righe di codice html; quel codice che i vari browser di navigazione, qualunque essi siano, riconoscono ed interpretano. Si potrebbe paragonarlo ad un programma per videoscrittura, anzi sono molte le similitudini, con la sola differenza che il testo scritto da questi editors è formattato nel modo giusto per dare vita a pagine di ipertesto, da qui il nome sigla HTML: Hyper Text Markup Language.

1